Sapevi che puoi utilizzare l’Analisi SWOT nel farmaceutico? Ecco una guida per scoprire come usarla al meglio

Analisi SWOT nel farmaceutico: perché usarla?

Sviluppata dopo gli anni ’60 da Albert Humphrey grazie ai dati elaborati dalla Fortune 500, una delle migliori aziende americane dell’epoca, l’analisi SWOT è diventata presto sinonimo di pianificazione aziendale strategica. In poco tempo, questo metodo di analisi è stato adottato dalle più svariate aziende anche del settore farmaceutico, come uno dei tanti strumenti per capire come l’azienda si relaziona al suo ambiente esterno.

Con un focus sui fattori chiave che influenzano l’attività di un’industria, questo metodo permette di esaminare non solo le prestazioni ma anche le prospettive aziendali al fine di delineare i punti di forza, i punti deboli, le opportunità e le minacce. 

Analisi SWOT nel farmaceutico: una definizione

L’analisi SWOT, conosciuta anche come matrice SWOT, viene utilizzata per valutare i punti di forza (Strengths) e di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) in ogni situazione in cui si debba prendere una decisione per il raggiungimento di un obiettivo.
L’analisi tiene in considerazione i fattori interni, identificati dai punti di forza e di debolezza, ed i fattori esterni di un’azienda, identificati invece dalle minacce e dalle opportunità.
Lo scopo di qualsiasi analisi SWOT è dunque identificare i fattori interni ed esterni chiave che sono importanti per il raggiungimento dell’obiettivo. Ma cosa cerchiamo nello specifico?

Dopo aver identificato i fattori SWOT e la loro interdipendenza, il passo successivo è individuare i 5 passaggi necessari per raggiungere gli obiettivi finali.

Di quali parliamo?  Ecco i 5 steps necessari per iniziare:

Step 1: Autoanalisi


Una fase di revisione delle prestazioni aziendali in cui l’azienda decide di voler eseguire un’analisi SWOT.

Step 2: Coinvolgimento


Una fase di coinvolgimento del personale per ottenere una maggiore visione di insieme dei processi o dei flussi da dover esaminare.

Step 3: Pensare ai problemi


Una volta identificati i punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce da affrontare, arriva il momento di aggiornare le conclusioni derivate da qualsiasi precedente analisi SWOT. Questo perché, un punto di forza identificato in passato, potrebbe non esistere più.

Step 4: Valutazione


Questa è una fase cruciale e davvero importante perché aiuta a stabilire se i fattori SWOT identificati danno un vantaggio o uno svantaggio competitivo significativo. Ad esempio, avere un dipartimento di Ricerca e Sviluppo (R&D) è utile solo se l’azienda ha le risorse per sfruttare i risultati. In ogni caso, non bisogna sorprendersi se alcuni fattori identificati emergono sia come forza che come debolezza.

Step 5: Parola d’ordine Action plan!

Non ha senso essere arrivati fin qui, cioè aver fatto un’analisi SWOT se poi non si passa all’azione. I passi da compiere sono semplici e ben definiti: infatti, per affrontare le debolezze identificate, sfruttare le opportunità e affrontare le minacce bisogna tener conto del personale che sarà coinvolto, delle tempistiche ma anche del budget che si ha a disposizione. 

C’è da dire che i risultati dell’analisi SWOT e le azioni necessarie da intraprendere saranno diversi per ogni azienda ed inoltre, le opportunità definite dalla matrice SWOT potrebbero spingere a perseguire una strategia di espansione aggressiva o invece suggerire soluzioni più strategiche.

Per esempio, per raggiungere i propri obiettivi l’azienda potrebbe pensare di:

Ad esempio, potrebbe essere necessario avviare un programma di formazione del personale o ampliare il Dipartimento di Assicurazione Qualità con ulteriori risorse.

Conclusione

L’approccio realistico ripaga sempre. Identificare i fattori di debolezza e le minacce è sicuramente il primo passo per contrastarli con una serie di punti di forza e opportunità ben definiti.
Come abbiamo visto, un’analisi SWOT identifica i punti di forza, debolezza, opportunità e minacce e aiuta le aziende a prendere delle decisioni ponderate.

Approfondimento

I punti di forza

I punti di forza sono generalmente facili da identificare e derivano dal dialogo continuo con i clienti e i fornitori. Alcuni esempi di punti di forza:

I punti di forza riferiti ai reparti produttivi possono includere i locali e gli impianti come ad esempio disporre di impianti di produzione moderni, performanti ed inoltre sottoposti a check-up periodici. Tuttavia, i punti di forza non sono sempre ciò che sembrano ma possono trascinare anche delle debolezze e/o delle minacce (ad esempio, il personale di esperienza potrebbe essere un punto di forza finché non lascia l’azienda).

I punti di debolezza

Le debolezze aziendali sono spesso note ma ignorate dai vertici, come ad esempio:

Le opportunità

Le opportunità che influenzano direttamente un’azienda possono aprire possibilità completamente nuove, ecco alcuni esempi:

Le minacce

Le minacce possono potenzialmente distruggere l’azienda se non gestite in tempo, per esempio nel caso di:

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